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Poesia...io penso sia la trasposizione delle emozioni che ti colgono all'improvviso. Come uno scultore cominci a modellare la "massa informe" che si annuncia come strepitoso evento emozionale. Piano, piano l'opera prende forma e come per magia vedi l'espandersi di immagini che si stagliano chiare in un orizzonte ancora confuso e, attento "operaio" ,cerchi la perfezione che non esiste ma ti illudi...poi alla fine demordi, ti ritrai impressionato di tanto ardire, vorresti che i messaggi fossero chiari...ma....ti arrendi all'interpretazione che cambia ogni volta che rileggi quello che hai scritto, è una musica infinita, è un'opera eternamente incompiuta e ci riprovi.......sempre. Nascono "aborti", opere minori e maggiori in un confluire di ebbre esaltazioni. Non credo sia uno stato mentale, forse siamo solo dei "canali" ....dove si infilano memorie genetiche ancestrali..... Donatella
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